Cosa si nasconde dietro il grottesco?

Buonasera maystini!! ^^

Ieri sera ho finalmente visto “Il Grande Lebowski” con la mia ragazza.

E’ una commedia grottesca che racconta le vicende del “Drugo” Jeffrey Lebowski ..disoccupato, squattrinato e sballato amante del bowling, della marjuana e del “white russian”. Si riunisce per giocare a bowling insieme ai suoi amici e compagni di squadra Donnie e Walter, ex veterano del Vietnam particolarmente esagitato e stravagante. Un giorno, dopo una serie di equivoci esilaranti che non vi spoilero, verrà convocato dal suo omonimo anziano miliardario Jeffrey Leboswki che lo implorerà di salvare la sua mogliettina rapita in circostanze misteriose, promettendo lui dei bei “verdoni” in cambio. Al Drugo verrà affidata la valigetta coni soldi per il riscatto ma una volta che si unirà a lui il suo combattivo amico Walter, tutto succederà tranne che venga riscattata la povera ragazza!

Devo dire che, dopo aver visto sia “Paura e delirio a Las vegas” (che ho amato davvero!) e dopo aver visto anche il film in questione, ho sviluppato un certo interesse verso il “Grottesco” e vorrei esplorarlo brevemente con voi.

 

Come indica la parola stessa, il genere cinematografico “grottesco” è tale poichè i personaggi e le situazioni sceneggiate sono appositamente surreali, stravaganti e caricaturali al fine di suscitare una risata tanto quanto una sorta di spaesamento e sdegno nello spettatore.

Ci sono ad esempio i  “film denuncia“, fortemente drammatici e con l’intento di  farci riflettere su noi stessi e sulla società in maniera seria.

Il genere grottesco suscita ugualmente riflessione ed indignazione ma in maniera opposta. Quando esci da una sala dopo aver visto un film di questo genere non è tanto il fatto di aver riso o sorriso che ricordi, ma il fatto di aver assistito alle vicende di personaggi “assai singolari” che ti ricordano ad esempio: una persona ricca che hai visto in tv (magari ora anche presidente!), un ex militare che si lamenta sempre per tutto, due ragazzi sballati di fumo che vanno a comprare del latte al supermercato e di fronte a queste persone sorridi ma rifletti..il che è il senso stesso che viene racchiuso nel grottesco.

 

Badate bene che non è da confondere al genere “commedia demenziale”, che è già diverso! Molte persone con cui mi ritrovo a parlare di cinema quando descrivono un film grottesco, attribuiscono lui le caratteristiche di demenziale poichè “fa ridere ed i personaggi sono degli sballati cronici”; ma è proprio qui che non bisogna incappare nell’errore. Il demenziale,a differenza del grottesco, ha sì personaggi e situazioni stereotipiche, caricaturali e surreali, ma essi sono talmente esasperati che prendono il sopravvento in maniera distruttiva sulla trama, annientando ogni senso logico a favore della risata a “crepapelle”. E’ questo un genere riguardo cui vorrei poter scrivere un articolo ma parlando del grottesco, esso ha una caratteristica unica che nessun film presenta e che trovo stupenda e stupefacente!

Pulp Fiction non è classificato grottesco ma ci sono talune caratteristiche che io ritengo surreali 🙂

 

Prendiamo ad esempio il film in questione. Il “Drugo” è un personaggio eccentrico e particolare che si lascia andare ai vizi ed è trasandato e fannullone, in contrapposizione netta al suo omonimo che è ricco e cinico. Walter, l’amico del Drugo è un personaggio che esaspera la figura di un ex-marine impiegato in Vitetnam a cui lo stato americano non ha dato nulla e che si ritrova povero e circondato da illusioni ed ipocrisie e solo con i suoi ricordi di guerra ed i suoi istinti di combattimento. La vicenda stessa del rapimento mette in risalto in maniera surreale alcuni aspetti della vanità che caratterizza l’alta borghesia (di più non vi dico per non spoilerare!!). Nel momento in cui guardi il film e scopri questi personaggi, i loro dialoghi surreali e grotteschi ti strappano un sorriso spontaneo ma con altrettanta spontaneità qualche secondo dopo ti fanno riflettere su ciò che è stato detto e su ciò che nel film hai visto.

Oltre alla scelta dei dialoghi, anche la scelta delle inquadrature e la struttura stessa della fotografia e dei costumi costituiscono una bilancia ben precisa tra la risata e la riflessione. Nessuna parte della bilancia pende più verso un lato o l’altro. E’ una casa perfettamente livellata tra due emozioni contrastanti che ci cambiano le prospettive di vita e di percezione della realtà circostante.

 

 

Del genere grottesco ne abbiamo un esempio famoso anche in Italia. “Fantozzi” (almeno il primo, gli altri scendono già sul demenziale secondo me) che racconta le vicende del personaggio di Ugo Fantozzi, che rappresenta la situazione e le caratteristiche di un impiegato medio con le sue abitudini e le sue peripezie (straordinariamente concepito da Paolo Villaggio che io reputo un uomo colto e geniale!), ma facendolo appunto in chiave assai grottesca e talmente surreale da farti quasi arrabbiare perfino!

La cosa che profondamente scorgo ed amo di questo genere come della satira ed ironia socio-politica in sé compiuta attraverso la comicità, è che riesce a far “arrabbiare il sistema” non perché “grida lo scandalo contro di lui” ma perché “viene sfottuto” ma non irrispettosamente verso la drammaticità di alcuni fatti (la tossicodipendenza, gli effetti della guerra in Vietnam sui veterani, la mala-politica) ma piuttosto comunicando allo spettatore “ma si dai! Scherziamoci sopra!“.

Vedere un film grottesco è come salire in auto per andare in una direzione ben precisa e poi ritrovarsi di colpo con la macchina in una piazza in mezzo a mille persone i cui caratteri eccentrici e le mille storie diverse modificano la nostra direzione per invitarci a rimanere a ridere della vita e delle sue disgrazie per poi aiutarci a ritrovare la strada che cercavamo, arricchiti però di quel magico connubio tra realtà, surrealtà e demenzialità che ci aiuta a vedere le cose con sottile e sorridente ironia.

E voi che ne pensate maystini?? Fatemelo sapere nei commenti e sui social!!

Un Abbraccio!! ^^

 

 

 

 

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